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Le foibe. Il passato riaffiora

Nell`aprile del 1945 in tutta Italia si festeggia la fine della guerra. Ma nel Friuli Venezia Giulia, proprio in quei giorni, ha inizio un periodo di orrori che durerà a lungo e culminerà con la fuga di circa 350.000 persone, in seguito alle persecuzioni degli jugoslavi di Tito. Le vittime dei massacri furono fascisti, collaborazionisti del governo italiano, spie, ma anche membri del CLN (Comitato di liberazione nazionale) e partigiani. L`eccidio fu, di fatto, una pulizia etnica tesa ad annullare l`identità italiana sul territorio. Migliaia furono le vittime di Tito gettate nelle foibe. Queste ultime, il cui nome deriva dal latino fovĕa (“fossa”), sono voragini rocciose di origine carsica assai numerose nell’Istria, dove se ne contano oltre 1500.
Questo filmato, con l’ausilio di prezioso materiale d’archivio, mostra i momenti e i luoghi più significativi di una tragedia troppo spesso fatta oggetto di rimozione. Seguono alcune testimonianze di parenti delle vittime e del professor Roberto Spazzali, studioso dell`argomento e autore del saggio Foibe: un dibattito ancora aperto.