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Pablo Neruda


Neruda, il politico

Oltre che poeta, Pablo Neruda fu molto attivo anche in politica. Convintamente comunista, nel 1947 difese i minatori cileni dal regime autoritario di Gonzàlez Videla, che allora lo costrinse alla fuga e all'esilio. Tornò in patria solo nel 1952. fu poi candidato alla presidenza nel 1970, ma si ritirò dalla corsa per appoggiare il socialista Salvador Allende. Nominato da quest'ultimo ambasciatore a Parigi, Neruda morì il 24 agosto 1973, cioè due settimane dopo il colpo di stato di Pinochet che aveva rovesciato Allende e iniziato una repressione poliziesca. La sua morte è avvolta in circostanze oscure e molti sono convinti sia da attribuire non al cancro alla prostata (che pure aveva) ma al desiderio del regime di Pinochet di non consentirgli di andare di nuovo in esilio ed essere un'influente voce d'opposizione dall'estero. Nel 2015 il governo cileno ha definito "altamente probabile" che la sua morte sia attribuibile non a cause naturali ma a una qualche "terza parte".