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Stella Morra: Concilio Vaticano II e `68

Siamo nelle sale della Pontificia Università Gregoriana di Roma in compagnia della teologa Stella Morra che ci parla del rapporto tra il Concilio Vaticano II (1962 – 1965) e il movimento del ’68. Il Concilio, spiega la professoressa Morra, segnò all’interno della Chiesa stessa un profondo mutamento, fu “un piccolo grande choc” e quindi, da questo punto di vista, è possibile dire che il ’68 e il Concilio “hanno una parentela molto stretta” in quanto segnali entrambi di come fosse in atto una vera rivoluzione sociale.

Nel ciclo di conferenze, tenutosi all’Università Gregoriana, si è affrontato tra gli altri il tema del rapporto tra Fede e Chiesa, in relazione alle conseguenze che comportarono da una parte il Concilio e dall’altra il movimento studentesco.

In quegli anni Fede e Chiesa rappresentavano due poli opposti e lontani tra loro: alla fede sincera veniva contrapposta una Chiesa percepita come istituzione compromessa con il potere e legata agli interessi e al sentire delle classi sociali più abbienti. Un “elefante” immobile sulle sue posizioni. Il Concilio dimostra invece che la Chiesa aveva la forza di mettersi in discussione, di interrogarsi su se stessa e sul tema della vera Fede. Molti di quegli interrogativi sembrano però restare ancora aperti e il tentativo da parte di Papa Bergoglio di indicare una strada di riforma lo confermano: la ricerca è ancora viva nella Chiesa di oggi.

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