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San Rossore 1938

 San Rossore 1938

“San Rossore 1938”: presentazione delle iniziative organizzate a Pisa e in Toscana in occasione dell’80° anniversario dalla firma delle leggi razziali

 

Mercoledì 5 settembre, alle ore 12, nella Sala Gronchi della Tenuta di San Rossore, la Regione Toscana e l’Università di Pisa presenteranno le iniziative organizzate a Pisa e in Toscana in occasione dell’80° anniversario dalla firma delle leggi razziali.
Saranno presenti Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, Michele Conti, sindaco di Pisa, Paolo Mancarella, rettore dell'Università di Pisa, e Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Parteciperanno inoltre rappresentanti del Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli e rettori o delegati di Università degli Studi di Firenze, Università di Siena, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola IMT Alti Studi Lucca, Università per Stranieri di Siena.
Saranno presenti infine anche i rappresentanti di fondazioni, istituti, associazioni, imprese che hanno contribuito alla riuscita di “San Rossore 1938”.

 

 

Il 5 settembre del 1938, nella tenuta di San Rossore a Pisa, il re Vittorio Emanuele III appose la firma al primo provvedimento in difesa della razza: il “Regio decreto n. 1381 - Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri”. Iniziò con questo atto la discriminazione delle persone di razza ebraica da parte dello Stato italiano, che nel giro di qualche anno portò alla persecuzione, alla deportazione e allo sterminio di quasi 8.000 ebrei (ai quali vanno aggiunti circa 2.000 deportati dai possedimenti), dei quali solo 826 riuscirono a sopravvivere. Le università italiane furono coinvolte e, spesso, complici di questo processo. Solo nell'Ateneo di Pisa furono espulsi venti docenti e quasi trecento studenti e fu impedita l’iscrizione degli studenti ebrei negli anni successivi al 1938.
La consapevolezza di tutto ciò ha spinto l'Università di Pisa, insieme con la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant'Anna, a ricordare quel periodo oscuro con una serie di iniziative che si svolgeranno nel prossimo mese di settembre, nell'80° anniversario della firma delle leggi razziali a San Rossore, volte a trasferire memoria e consapevolezza di questo orrore alle generazioni a venire e a rendere omaggio e risarcimento alla memoria di coloro che ne furono vittime.

Il programma di iniziative su "San Rossore 1938. Per ricordare l’80° anniversario della firma delle leggi razziali", che è in attesa dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, si aprirà il 5 settembre con la Cerimonia del ricordo nei luoghi della firma a San Rossore e proseguirà secondo il calendario seguente:

Cerimonia del ricordo: Il 5 settembre nella tenuta di San Rossore.
Attività di divulgazione per gli studenti: Nell’Ateneo e nelle scuole del territorio attività d’incontro, confronto e divulgazione.
Mostra “Ebrei in Toscana XX e XXI secolo”: A cura di Istoreco Livorno e Scuola Normale Superiore in collaborazione con il Comune di Pisa.
Convegno: “Tendenze e sviluppi della storiografia internazionale sull’antisemitismo e sulla Shoah”: Il 20 e 21 settembre Convegno internazionale con il contributo di storici da: Pisa, Torino, Chicago, Edinburgo, Cambridge, Gerusalemme, Providence, Parigi e altre.
Ciclo di film e spettacoli nella sede della mostra, in teatro e in strada sui temi dell’antisemitismo e della Shoah.
Ciclo di incontri con la cittadinanza: Varie sedi
Anche l'Internet Festival e il Festival della Robotica ospiteranno attività inerenti l’anniversario.
In ricordo degli studenti e dei docenti allontanati dall’università a causa delle leggi è prevista un’iniziativa specifica e la collocazione di testimonianze di memoria perenne.

L’impegno a non dimenticare si traduce anche nella Media Partnership di Rai Cultura con l’Università di Pisa che - in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola IMT Alti Studi Lucca – propone nel mese di settembre “San Rossore 1938”, una serie di iniziative rivolte in particolare alle scuole per diffondere la conoscenza di quel periodo.
Nell’ambito della Media Partnership, in particolare, Rai Cultura proporrà in diretta web la “Cerimonia delle scuse” che si terrà presso l’Università di Pisa il prossimo 20 settembre. Nei mesi successivi, inoltre, Rai Cultura metterà a disposizione delle scuole che partecipano al progetto il documentario di Rai Storia “80 anni dopo - Processo alle Leggi razziali”, la puntata di “Passato e Presente” e l’ anteprima di “TV Storia - Le Leggi razziali”.

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Note storiche e intenzioni degli organizzatori

In un luogo a due passi da noi – la tenuta di San Rossore - iniziò il calvario degli ebrei italiani. Fu lì, infatti, che il 5 settembre del 1938, Vittorio Emanuele III firmò il primo provvedimento in difesa della razza: “Regio decreto n. 1381 - Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri”. Era la concretizzazione di un’intenzione annunciata già nel ‘37 da un libello di Paolo Orano, “Gli ebrei in Italia”, il primo atto di una campagna di discredito e falsità che comprese anche la ristampa e la diffusione di un testo, già noto come clamoroso falso storico: “I protocolli degli Savi Anziani di Sion”. Le leggi dovevano trovare il loro humus nel favore dell’opinione pubblica.

Il decreto di quella prima firma fu poi integrato con quello sulla scuola che promuoveva “la necessità assoluta e urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana” allontanando tutti i docenti e gli studenti ebrei. Dopo aver disegnato il profilo burocratico dell’appartenente alla razza ebraica, si vietarono matrimoni misti, si cancellarono gli ebrei dagli impieghi pubblici, dalle aziende partecipate, dall’esercito, dalle banche. Successivamente, sempre a San Rossore, altre firme, nel ‘39, nel ‘40, nel ‘42, in cui gli ebrei venivano, come in un crescendo, impediti dall’esercitare professioni, e si completò l’azione di spoliazione dei loro beni e immobili. La conseguenza estrema delle leggi di quegli anni furono la deportazione e lo sterminio.

Nel nostro paese (che vide nascere campi di concentramento e smistamento: Calvari, Bagno a Ripoli, Bagni di Lucca, Tonezza, Forlì, Fossoli, San Sabba), in nome di quelle leggi, furono organizzati rastrellamenti che talvolta culminarono in stragi sul posto, come sul lago Maggiore, 54 morti, o in deportazioni: dal cuneese, da Merano, dal ghetto di Roma dove, la comunità, dopo aver accettato l’imposizione di una taglia che fu consegnata, dall’alba al tramonto del 16 ottobre ‘43, subì il più organizzato rastrellamento mai visto con la deportazione di più di 1.000 persone. Come per un segno del destino, sempre a Pisa, si chiuse questa infame parentesi con uno degli atti più feroci e gratuiti che, nell’agosto del ‘44, vide l’eccidio di Giuseppe Pardo Roques e degli undici ospiti della sua abitazione in via Sant’Andrea. Tra gli ebrei italiani vittime dell’Olocausto 615 erano toscani.

Le università italiane furono coinvolte e, spesso, complici di tutto questo. Solo nel nostro Ateneo furono espulsi venti docenti e quasi trecento studenti e fu impedita l’iscrizione degli studenti ebrei negli anni successivi al ’38. Le iniziative che l’Ateneo, con la collaborazione della Scuola Normale e della Scuola Sant’Anna, intraprende oggi, sono anelli di una catena di messaggi fra la storia, la memoria e l’oggi. Si torna a Pisa 80 anni dopo non solo perché qui furono siglati i decreti, ma perché il sistema universitario pisano, nel campo, per molti aspetti, un’eccellenza internazionale, ritiene di dovere guidare un'azione di risarcimento coinvolgendo tutti gli atenei d'Italia, offrendo i risultati della ricerca internazionale sul tema e molte altre iniziative di divulgazioni per trasferire memoria e consapevolezza alle generazioni future.

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