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Roncaglia sulla testimonianza di Ernesto Rossi alla Commissione parlamentare sulla concorrenza

L'economista Ernesto Rossi, nel corso sua audizione (16 gennaio 1963) alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla concorrenza, relativa all’industria del cemento, sostiene che le maggiori imprese del settore godono di un elevato potere di mercato e di notevoli margini di extra profitti, anche grazie alla politica di fissazione dei prezzi seguita dal CIP, offrendo una serie di suggerimenti di riforme istituzionali e di linee di politica economica atte a stimolare un maggiore grado di concorrenza.

L’audizione, come ci illustra il Linceo Alessandro Roncaglia, dell'Università "Sapienza" di Roma, presenta almeno quattro elementi tuttora di attualità:

-l’importanza di un quadro giuridico-istituzionale atto a favorire la concorrenza, tuttora realizzato solo in parte e in modo non del tutto soddisfacente;

-il metodo d’analisi, concreto, attento al retroterra storico e al paziente lavoro di raccolta di dati statistici e di informazioni;

-il tema dell’utilizzo delle imprese pubbliche come strumento di politica economica;

-la preferibilità di una politica della concorrenza basata su interventi discrezionali (decisi sulla base di approfonditi studi di settore) anziché su regole fisse indipendenti dal contesto.

Ernesto Rossi- Pubblicista e uomo politico (Caserta 1897 - Roma 1967). Volontario nella prima guerra mondiale, antifascista, dopo il delitto Matteotti pubblicò, con i fratelli Rosselli e G. Salvemini, il foglio clandestino Non mollare!. Costretto all'espatrio in Francia, tornò in Italia dopo pochi mesi e si dedicò all'insegnamento, impegnandosi contemporaneamente nell'organizzazione del movimento politico Giustizia e Libertà. Arrestato (1930) e condannato dal tribunale speciale a venti anni di reclusione, ne scontò nove e fu poi confinato a Ventotene, dove con A. Spinelli elaborò le basi teoriche del movimento federalista europeo. Liberato dopo l'8 sett. 1943, fu nel direttivo del Partito d'Azione e partecipò alla Resistenza. Nel 1945 fu sottosegretario alla Ricostruzione (1945) e nel 1955 contribuì alla fondazione/">fondazione del Partito radicale. Nel corso della sua attività di pubblicista, collaborò tra l'altro con l'Unità di Salvemini, la Riforma sociale, il Corriere della sera, La Stampa e Il Mondo. Tra le sue opere: La riforma agraria (1945); Abolire la miseria (1946); Critica del capitalismo (1948); Settimo, non rubare (1951); Lo stato industriale (1952); I padroni del vapore (1954); Il malgoverno (1954); Il Sillabo (1957); Il manganello e l'aspersorio (1958). (Fonte Treccani).

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