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Roma senza papa

Alla fine del ‘200 la fazione dei guelfi, vicina al papa, ha vinto; i ghibellini,  vicini all’imperatore, hanno perso la guerra. Dei due pilastri che sostenevano l’idea di un potere universale, sovranazionale, che abbracciava tutta l’Europa, ne resta in piedi soltanto uno: il papato. Sembrerebbe una vittoria senza appello, ma  la situazione è ancora complessa, la chiesa vittoriosa è lacerata da nuove rivalità e nel vuoto creato dalla debolezza dell’impero i re in giro per l’Europa diventano sempre più potenti. Lo racconta Cristoforo Gorno nel nuovo appuntamento con “Cronache dal Medioevo” in onda lunedì 3 aprile alle 21.10 su Rai Storia. Questi nodi vengono al pettine tutti insieme, in una cittadina del Lazio, nel brevissimo momento di uno schiaffo. Le conseguenze di quello schiaffo saranno molto  pesanti: il trasferimento del papato in Francia metterà il papa sotto l’influenza diretta del re di Francia, Filippo il Bello, mentre a Roma nel vuoto creato dall’assenza dell’autorità papale emerge, verso la metà del ‘300, un uomo, Cola di Rienzo, che vuole superare la crisi recuperando le radici più antiche di Roma, di una Roma prima dei papi, la Roma dei Cesari.

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