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Quintino Sella e la fede nel progresso industraile

Muore a Biella Quintino Sella politico, industriale, scienziato, organizzatore di cultura, statista. Queste note biografiche ci dicono tutta la complessità del personaggio. La solidità degli studi -(con una formazione universitaria alla facoltà di ingegneria idraulica dell'Università di Torino)-, il rigore delle sue ricerche in mineralogia e geologia, l'impegno nell'organizzazione di grandi istituzioni culturali (l'Accademia delle Scienze a Torino, l'Accademia dei Lincei a Roma) gli conferiscono una marcata originalità nei confronti della classe politica che governò l’Italia liberale, che può essere così riassunta:
una fede assoluta nella capacità del progresso industriale di risolvere man mano tutti i problemi creati dal suo stesso sviluppo.
un liberalismo legato a una concezione della politica totalmente fondata sulla superiorità della Scienza come elemento cardine del suo progetto di "fare gli italiani".
Per Sella, infatti, i difetti del popolo potevano essere combattuti e vinti attraverso l'educazione: bisognava insegnare a tutti l'italiano, sprovincializzarli liberandoli dai riferimenti dialettali e "paesani", diffondere l'abitudine alla lettura dando la preferenza ai libri "tecnici sull'industria e sul commercio; a quelli che spiegano le grandi scoperte industriali; a quelli che svolgono le nozioni morali, i doveri della vita sociale; a quelli che insegnano i costumi civili e domestici nei popoli...dei libri piacevoli si accoglieranno solo quelli che avranno ad educare il cuore della virtù". Lo ricordiamo oggi con molto rimpianto
 

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