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Olimpiadi e Guerra fredda: il commento di Giovanni De Luna

Il presidente Jimmy Carter annuncia il boicottaggio degli Stati Uniti ai Giochi olimpici a Mosca in segno di protesta contro l'invasione sovietica in Afghanistan del dicembre 1979. Diciamolo subito. La “guerra fredda” non fu soltanto una competizione geo-politica, diplomatica, militare. USA e URSS si sfidarono nella corsa agli armamenti come in quella per la conquista dello spazio; Il mondo dello sport, proprio per la sua capacità di attirare gli interessi e le passioni di platee sterminate di spettatori, fu uno dei terreni privilegiati di questo confronto. il medagliere dei giochi olimpici veniva utilizzato come una sorta di bollettino di guerra e le medaglie vinte diventavano il simbolo della vittoria o della sconfitta di uno dei due sistemi ideologici contrapposti. All’inaugurazione dei Giochi senza americani, sulla tribuna, mummificata da un potere smisurato, la nomenklatura sovietica assistè sull’attenti alla marcia delle varie delegazioni nazionali che sfilarono sulla pista, in una cerimonia militarizzata, in un rituale che sembrava costruito apposta per esaltare lo Stato-nazione: ordine, disciplina, inquadramento, solennità. Fu l’ultima volta. In chiave olimpica, la trasposizione simbolica della potenza dello Stato-nazione stava per essere travolta insieme alla sua realtà storica. Quattro anni dopo, a Los Angeles, a mancare furono i sovietici e a dettare l’agenda dei Giochi fu il mercato con i martellanti messaggi pubblicitari della Coca Cola .

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