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Luci e ombre del Movimento Sociale Italiano

Nasce a Roma, nello studio di Arturo Michelini, il MSI, Movimento sociale italiano. Il Movimento Sociale Italiano e’ stata una realtà politica molto particolare, quasi un unicum nel panorama dei partiti europei. Nacque per una ragione molto semplice, per dare una casa politica ai nostalgici di Mussolini, agli eredi del regime fascista, soprattutto ai giovani che si erano battuti negli anni della repubblica. Per 50 anni l’MSI è stato per definizione il partito dei nostalgici, una vicenda strana contraddittoria con molte luci e molte ombre. Una storia di grande passione per la politica di militanza, anche generosa. I missini si trovavano dappertutto, chi non ha conosciuto quel vecchio fascistone di un avvocato, di un notaio, di un preside di scuola. Erano per lo più politicamente innocui, probabilmente perché non avevano potere, ma erano anche animati da grandi passioni e grandi ideali. Poi l’aspetto in ombra: basti pensare alle compromissioni con la violenza politica negli anni 70. C’era gente generosa ma c’erano anche i facinorosi. Una vicenda che si è chiusa nel 1995 con la nascita di Alleanza Nazionale. Alleanza nazionale ha rappresentato un passaggio dal campo del nostalgismo verso una destra finalmente in grado di giocare una partita politica vera. Ma qualcosa aveva ancora sopravvissuto di quel vecchio mondo. La fine definitiva del movimento nato nel ‘46 è avvenuto con la confluenza di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà. Qualcuno ha pensato che sia stata una morte di cui dolersi. In qualche modo si chiudeva un pezzo della storia italiana. Chissà. Bisognerà vedere quello che succederà neri prossimi anni. Io credo che quel capitolo forse meritava di essere chiuso e forse si meritava la scommessa che Gianfranco Fini ha fatto.

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