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La follia rivoluzionaria di Pol Pot

In Cambogia, i khmer rossi guidati da Pol Pot occupano la capitale Phnom Penh, dopo mesi di assedio. Il regime di Pol Pot in Cambogia e’ durato solo 4 anni dal 1975 al 1979 ma e’ stato il piu’ terrificante della storia. Ha fatto quasi due milioni di morti su un totale 7 milioni di abitanti. Il 20 percento dei cambogiani o e’ stato ucciso o e’ morto a causa delle carestie e delle privazioni. E’ stato un esperimento di ingegneria politica praticamente puro, il tentativo di riportare indietro le lancette della storia. Fu abolita la proprieta’ privata, gli ospedali, le professioni liberali, i cambogiani furono deportati dalle citta’ nelle campagne e messi a lavorare in gigantesche fattorie collettive. Su tutti soprintendeva “Brother Number One”, il fratello numero come Pol Pot amava farsi chiamare. E’ stato un esempio si societa’ totalitaria praticamente perfetta, in cui un ruolo determinante hanno avuto in qualita’ di aguzzini i ragazzi, sembra quasi una trasposizione letteraria del “Signore delle mosche” di Golding. Per questo regime non ha pagato nessuno. Pol pot e’ morto nel suo letto e i vertici del regime cambogiano non sono mai stati processati. La Cambogia si e’ sempre rifiutata di avviare un grosso processo per crimini contro l’umanita’. Il rischio qual’e’, e’ che noi consideriamo questo esperimento come una forma di barbarie asiatica. In realta’ ricordiamo che i vertice del polpottismo a partire dallo stesso Pol Pot, appresero i rudimenti della loro utopia rivoluzionaria a Parigi alla Sorbona. Noi oggi ci picchiamo di essere esportatori di democrazia nel mondo, ricordiamo pero’ che per molti decenni siamo stati esportatori di follie rivoluzionarie e l’esperimento cambogiano ce lo ricorda.

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