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ITALIANI - Palma Bucarelli - A regola d`Arte

Prima donna direttrice di museo in Italia, per più trent’anni al vertice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, talent scout, collezionista, appassionata di moda, raffinata padrona di casa, abile negli affari e nella politica, Palma Bucarelli emerge nei suoi ricordi e in quelli di chi l’ha conosciuta, affidabile testimone del suo tempo.

Calabrese d’origine, romana di nascita, nel 1933 Palma Bucarelli vince un concorso presso il Ministero dell’Istruzione come ispettrice. La carriera è fulminea: 1937 viene affidata alla Regia Soprintendenza alle  opere d’arte moderne e medievali del Lazio e nel 1939 è assegnata come ispettrice alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

L’Italia è già in guerra e Palma si dimostra subito all’altezza del suo incarico:  mette in sicurezza e al riparo dalle razzie tedesche  le opere della Galleria Nazionale presso Palazzo Farnese a Caprarola, seguendo di persona e con molti rischi il trasporto. Attraverso le annotazioni dei suoi diari si evince il coraggio e la determinazione nell’ assicurare che il patrimonio artistico arrivi ai posteri.

Nel dopoguerra Palma Bucarelli trasforma la Galleria Nazionale di arte Moderna in un centro “didattico”, nel quale le opere possono e devono essere fruite e comprese da ciascun visitatore. In un’intervista rilasciata per la Rai  nel 1969 Palma Bucarelli dichiara “un museo dovrebbe essere un centro attivo di cultura e dovrebbe avere rapporti molto stretti con le altre arti; sulla commistione delle varie arti e sul ruolo di chi partecipa all’opera d’arte”

L’intento di Palma è educare innovando. La prima grande mostra arriva nel 1958: la Galleria apre le porte a Jackson Pollock, massimo esponente dell’action painting d’oltreoceano, morto qualche anno prima. Le critiche a Palma Bucarelli si spingeranno molto oltre diventando sprezzanti e denigratorie in un’altra  occasione: nel 1959  con  l’esposizione in Galleria del Grande Sacco di Burri.  La stampa titola “Palmina dei Sacchi”,  “Il museo degli orrori”, “La Callas dell’astrattismo”.

La disapprovazione oltrepassa il confine mediatico e diventa oggetto di una interrogazione parlamentare.

Il  grande alleato di Palma, nella carriera così come nella vita privata, oltre all’audacia, è il suo fascino.  Ungaretti la descrive “bella come una gatta siamese”, Gillo Dorfles la definisce “donna bellissima nel senso completo della parola”, Paolo Monelli, suo compagno di vita,  da eccellente reporter racconta spesso che ovunque si presentasse Palma era un’apparizione, “la più elegante” , “in perfetto accordo con sé stessa”.

Quando Palma non è intenta a scrivere articoli  e monografie, indossa  abiti delle griffe più in voga e prende le forme di una perfetta socialité: nella puntata sono presenti gli abiti da sera che Palma Bucarelli ha lasciato in eredità al Museo Boncompagni Ludovisi di Roma.

A corredo del racconto e in esclusiva, Palma Bucarelli racconta sé stessa attraverso alcune registrazioni su nastro risalenti ai primi anni ’90, un’importante testimonianza sui momenti più salienti della sua vita.

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