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Il Memoriale della Shoah invita il mondo del calcio

 Il Memoriale della Shoah invita il mondo del calcio

Il calcio, come tutti gli sport, dovrebbe essere solo un gioco, una sfida appassionante e a volte anche estrema, ma mai un mezzo di propaganda, di discriminazione, di sopraffazione. Tuttavia - per il grande coinvolgimento di massa, per la mobilitazione che riesce a creare - il calcio è stato spesso manipolato da pochi estremisti e nel passato anche da regimi più o meno totalitari, usato a fini impropri di esaltazione nazionale o razziale.
Perché questo non si ripeta, perché un gioco bellissimo che appassiona milioni di persone non possa essere più sfigurato e degradato, è giusto fare tutti insieme una riflessione su quello che si può fare per evitare il ripetersi di quegli episodi. 

Per questo è nato il progetto Il Memoriale della Shoah invita il mondo del calcio.
Il Memoriale della Shoah sorge in un’area della Stazione Centrale situata al di sotto dei binari ferroviari ordinari, conosciuta anche come Binario 21, ed era originariamente adibita al carico e scarico dei vagoni postali. Aveva accesso diretto a Via Ferrante Aporti, che costeggia il lato destro della Stazione Centrale.
Tra il 1943 e il 1945 fu questo il luogo in cui centinaia di deportati furono caricati su vagoni merci, che venivano sollevati tramite un elevatore e trasportati così al sovrastante piano dei binari. Una volta posizionati alla banchina di partenza, venivano agganciati ai convogli diretti ai campi di concentramento e sterminio (Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen) o ai campi italiani di raccolta come quelli di Fossoli e Bolzano. Dagli stessi binari partirono anche numerosi deportati politici, destinati al campo di concentramento di Mauthausen o ai campi italiani. Sul convoglio partito dal binario 21 nella fredda mattina del 30 gennaio 1944, c’era Liliana Segre: aveva 13 anni e partì con suo padre, che in seguito morì ad Auschwitz. Liliana Segre è una dei pochissimi superstiti: dei 605 ebrei deportati quella mattina tornarono a casa soltanto in ventidue.

Il progetto è nato con l’obiettivo di realizzare – nello stesso luogo in cui ebbe inizio a Milano l’orrore della Shoah – uno spazio che non solo ci "ricordi di ricordare", rendendo omaggio alle vittime dello sterminio, ma che rappresenti anche un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah. Un luogo di commemorazione, quindi, ma anche uno spazio per costruire il futuro e favorire la convivenza civile. Il Memoriale vuole essere, infatti, un luogo di studio, ricerca e confronto: un memoriale per chi c’era, per chi c’è ora ma soprattutto per chi verrà.

La Fondazione offrirà ai rappresentanti del mondo del calcio visite guidate della durata di circa un’ora martedi 23 gennaio alle ore 18. 

Il sito della Fondazione è raggiungibile qui: http://www.memorialeshoah.it

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