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Il Golpe Borghese e la stagione delle "trame nere"

Si inaugura il processo sul Golpe Borghese, un progetto eversivo dell'estrema destra che si sarebbe dovuto concretizzare la notte del 7 dicembre 1970.. L’intero procedimento giudiziario termina, nel 1986, con l’assoluzione di tutti gli imputati.
Strategia della tensione un vilupppo inestricabile Lo stillicidio delle stragi di matrice fascista, in cui affiorava quasi sempre un ruolo ambiguo dei servizi segreti, scandì così l’intero corso di quegli “anni di piombo”: dopo Piazza Fontana, il 12 dicembre del 1969, il al 2 agosto 1980, che fece 85 morti. Sempre nel 1980 un aereo di linea fu abbattuto e si inabissò nel mare di Ustica con un centinaio di passeggeri. Nel 1984 un treno saltò in aria nelle gallerie tra Bologna e Firenze. Alle stragi si alternarono falliti tentativi di sovvertire l’ordine democratico, con colpi di stato militari: il 7-8 dicembre 1970, ci fu quello capeggiato dal fascista Junio Valerio Borghese, In definitiva, per 15 anni, dal 1969 al 1984, l’Italia fu un paese insanguinato dalla logica del terrore. Alla fine si contarono 11 stragi con 150 morti e 652 feriti.
Perche’ la “strategia della tensione”
Quella stagione del terrorismo di destra è stata definita in modi diversi (“trame nere”, strategia della tensione, ecc…), con una incertezza terminologica che rinvia alla difficoltà di trovare una verità certa e riconosciuta anche in chiave giudiziaria. Le inchieste hanno messo in luce le responsabilità dei gruppi eversivi dell’estremismo neofascista, senza mai portare a conclusioni certe. Complicità dei servizi segreti sono state ipotizzate e in qualche caso provate, ma per il resto le istituzioni statali si sono mostrate o inefficienti o reticienti. I fascisti non erano selettivi nelle loro scelte, avendo come unico scopo quello di seminare il terrore – anche sul piano psicologico- per imprimere all’Italia una netta svolta antidemocratica. Se si accetta questo punto di vista, se ne può trarre un primo giudizio: quella strategia fallì, la democrazia italiana restò indenne e, anzi, proprio da allora, la prospettiva di una dittatura militare e fascista fu finalmente cancellata dagli orizzonti del nostro sistema politico
 

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