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IL BALLETTO: DAL BALLETTO ROMANTICO A ISADORA DUNCAN

Vittorio Biagi, primo ballerino con Maurice Bejart, nonché coreografo e regista, racconta per sommi capi la transizione dal balletto classico alla danza moderna del XX secolo.
La grande innovazione del Novecento parte dai ballerini russi, ad esempio attraverso l`opera dell`impresario teatrale Diaghilev, che porta i Ballets russes dai teatri imperiali di Mosca e San Pietroburgo a Parigi. Tra i ballerini scritturati da Diaghilev anche il celebre Balanchine, che nel 1933 si trasferisce a New York, inaugurando un nuovo corso della danza moderna americana. Altro celebre ballerino scritturato da Diaghilev fu Nijiskij.
Secondo Biagi è con Isadora Duncan che si attua il passaggio dal virtuosismo del balletto ad una nuova forma di danza basata sulla rivalutazione dell`improvvisazione che, priva di schemi, scene e costumi, finirà per rinunciare allo stesso concetto di "passo".
I cardini di questa nuova impostazione sono: la concezione del corpo del danzatore come unità indivisa, contrariamente alla separazione tra busto e gambe del balllerino classico, e l`idea che in questo corpo unitario il movimento del ballo si origini da un centro del movimento la cui sede è nel plesso solare.

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