Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Gli Internati Militari Italiani. Il video della mostra

La mostra Italia-Germania: insieme per una politica della memoria”, allestita prima a Berlino e poi nel marzo 2018 a Roma dall’ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari) contribuisce a far conoscere l'importante vicenda degli Internati Militari Italiani. In questo video il curatore della mostra, lo storico Luciano Zani, ci spiega il senso dell'esposizione e ce ne illustra poi i reperti più interessanti (dai reperti provenienti direttamente dai lager ai documenti inediti ritrovati presso l’Archivio Storico del Ministero degli Esteri), mentre Michele Montagano, ex ufficiale italiano che fu prigioniero dei nazisti in vari campi di contentramento sia come internato militare che come prigioniero politico, ci mostra dei preziosi e toccanti reperti personali del periodo della sua prigionia.  

Seconda Guerra Mondiale. L’8 settembre 1943 l’annuncio dell’Armistizio lascia senza istruzioni i militari italiani che dal 10 giugno 1940 combattono al
fianco dei tedeschi sui fronti di guerra in Francia meridionale, Grecia, Russia, Balcani, ma anche in Italia. I soldati del Regio esercito si ritrovano allo sbando, oltre un milione vengono disarmati dai tedeschi, più di 800.000 sono fatti prigionieri e sottoposti a pressanti richieste di collaborazione, prima con la Wehrmact poi con la Repubblica di Salò. La maggior parte di loro, oltre 650.000, oppone un “NO!” netto in seguito al quale vengono avviati verso i lager del Terzo Reich dove, pur essendo prigionieri di guerra, acquisiscono lo status di IMI - Internati Militari Italiani, voluto da Hitler e Mussolini per eludere la tutela delle convenzioni internazionali e giustificare il fatto che gli italiani fossero prigionieri dell’alleato tedesco.
L’obiettivo dei nazisti è il loro sfruttamento come forza lavoro. Nei lager gli IMI conducono una vita durissima a causa della fame, del freddo, del lavoro coatto, delle pessime condizioni igieniche, della mancanza di aiuti e di assistenza sanitaria. La liberazione da Polonia e Germania, ma anche da Francia, Balcani e, con molto ritardo, dalla Russia avviene tra gennaio e autunno 1945, con scarsi solleciti delle nostre autorità. Di quegli oltre 650mila militari italiani, circa 50mila hanno perso la vita in prigionia per malattie e stenti o assassinati. Nell'Italia del Dopoguerra la loro tragica vicenda è dimenticata. Solo nel 2006 la Repubblica italiana ha concesso la Medaglia d’Onore ai militari e civili deportati e internati nei lager nazisti o ai loro eredi.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo