Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Davanti a Trieste. Esperienze di un fante sul Carso

 Davanti a Trieste. Esperienze di un fante sul Carso

Sul finire del 2016, a quasi un centenario dalla sua prima pubblicazione (1919), viene ripubblicato da Mursia 'Davanti a Trieste. Esperienze di un fante sul Carso', bel memoriale di guerra scritto da Mario Puccini (1887-1957). Questi - figlio di libraio marchigiano, scrittore prolifico ma a lungo trascurato e in via di riscoperta a partire dagli anni Ottanta - visse la Grande Guerra sul fronte italiano come sottotenente nella zona tra Oppachiasella e Nova Vas, oggi al confine sloveno con l'Italia, sopra Trieste appunto. Sono gli stessi luoghi narrati anche dai più celebri Carlo Emilio Gadda (nel 'Giornale di guerra e di prigionia'), Ardengo Soffici (in 'Kobilek'), Antonio Baldini (in 'Nostro purgatorio') o dalle liriche di trincea del grande Giuseppe Ungaretti. Puccini - di stile verista, antidannunziano - descrive quei posti prestando attenzione a tutti i fanti che vi combatterono, gerarchicamente a lui sottoposti in quell'anno 1916. Nelle sue pagine si ritrova quindi la dura e snervante vita di trincea, i suoi dialoghi con le truppe esasperate (bellissimo per es. quello alle pp.118-119), 'l'incertezza di cui danno prova gli alti comandi', i piccoli grandi problemi quotidiani come la mancanza di tabacco. Il valore del libro sembra appunto nel fatto che, come premette l'autore, 'in tutti quegli uomini, nostri e d'altri reparti, vedevo il nostro popolo, i contadini nostri di ieri, la povera gente che non sa nulla, se non che bisogna obbedire, soffrire, e, ove occorra, morire.'

L'edizione, curata dal giovane italianista Tancredi Artico, è accompagnata da una sua postfazione e da una prefazione dal poeta e storico della letteratura SIlvio Ramat. 

Tags

Condividi questo articolo