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"Borghi Collinari italiani", il libro di Norman F. Carver Jr

Aggregazioni urbane, dei borghi collinari, dove l’architettura spontanea si è espressa ai livelli più alti: questo è stato l'obiettivo dell' architetto e fotografo americano Norman F. Carver Jr. nella sua opera “Italian Hilltowns” pubblicato nel 1979 ed ora in Italia da CLEAN Edizioni con il titolo "Borghi collinari italiani".

Il significato ed il valore di tale opera, ci viene illustrata dal Vice Presidente del Touring Club Italiano Giuseppe Roma, da Gennaro Matacena autore delle prefazioni dell'edizione italiana insieme a Matteo Scaramella e Cesare Crova, Consigliere Nazionale Italia Nostra, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione.


Norman F. Carver Jr., nato a Kalamazoo, nel Michigan (USA), si è diplomato alla Scuola di Architettura di Yale. Fu amico ed estimatore di Bernard Rudofsky, autore del famoso libro "Architettura senza architetti". Proprio da questo libro è partita la ricerca di Carver in Italia: l’autore è andato alla ricerca della genesi delle piccole città italiane, dal nord, al centro, al sud, dove si può ancora intravedere un modo di vivere, un modo di costruire, un'atmosfera che si è conservata per centinaia di anni.

Carver cerca di capire come semplici comunità, prevalentemente contadine, si siano organizzate nel tempo per creare città caratterizzate da una straordinaria articolazione fisica e spaziale, costruendo un rapporto giusto con il territorio, un'integrazione dell'architettura e dell’uomo con il paesaggio. Piccole città che per secoli hanno influenzato viaggiatori, artisti e architetti per la loro umanità e che possono rappresentare un esempio per tante altre città nel mondo.

Il volume è illustrato da un ampio apparato fotografico dell’autore che documenta magistralmente questo felice periodo della storia urbana italiana, che rischia, però, di diventare solo una testimonianza, anche perché molte di queste piccole città sono state nel tempo spesso abbandonate, modificate o a volte devastate.

 

Castello di Postignano nell’opera di Carver

Tra i borghi visitati da Carver vi è Castello di Postignano, frazione del Comune di Sellano (PG), che lui stesso definì "l’archetipo dei borghi collinari italiani", tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico sopracitato. Ma qual è la storia di questo borgo dell' Umbria?  Fu abbandonato negli anni ’60 ed è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura degli Architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella. Il restauro del borgo è stato ultimato nel 2013. Ha retto senza alcun danno alle scosse del terremoto che sono avvenute da agosto ad ottobre 2016, grazie alla qualità antisismica del restauro.
Castello di Postignano è interamente vincolato dal Ministero dei Beni Culturali e nel 2014, nell'ambito del Premio 'La Fabbrica nel Paesaggio', ha avuto l'attestato di merito dalle Federazioni italiane ed europee dei Club e Centri per l'UNESCO “come efficace interprete dei valori unescani per la salvaguardia e tutela del paesaggio e dell’ambiente ”. 
Inoltre nel 2016, è entrato a far parte de "I Borghi più belli d'Italia" attraverso Sellano, il suo Comune, di cui è una delle gemme più preziose, mentre il 6 novembre 2017, a Londra, presso il The May Fair Hotel, il Relais Castello di Postignano è stato premiato per la categoria "BEST SERVICED ACCOMMODATION" nell'ambito del prestigioso “Europe & Mediterranean Awards for Excellence 2018”, organizzato da Condé Nast Johansens.

Rivedi la puntata di "Italia, Viaggio nella bellezza" dedicata ai borghi visitati da Carver.

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