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Addio a Gene Wilder

Attore di TV, teatro e cinema, regista e sceneggiatore, Gene Wilder - morto a 83 anni nella sua casa di Stamford, in Connecticut - è stato uno dei talenti comici che ha rinnovato il cinema americano degli anni settanta e ottanta. Il suo vero nome era Jerome Silberman ed era nato l'11 giugno 1933 a Milwaukee, in Wisconsin, da una famiglia di ebrei russi immigrati. Studia negli Stati Uniti, e poi si trasferisce in Inghilterra, dove frequenta la Bristol Old Vic Theatre School. Comincia a recitare nei teatri off-Broadway, ed entra a far parte dell'Actor's Studio. Esordisce sul grande schermo nel 1967 con Ganster Story e nel 1968 è in  Per favore, non toccate le vecchiette - ed è star nel '71 con Willy Wonka, ma il suo nome è legato a Mel Brooks, che lo ha diretto nel '74 in Mezzogiorno e mezzo di fuoco e, soprattutto, in Frankenstein Junior, un classico del cinema di parodia, film culto per generazioni di spettatori. Fra i suoi grandi successi ci sono anche La signora in rosso, con Kelly LeBrock, Non guardarmi: non ti sento (1989) e Non dirmelo… non ci credo (1991).

 

Raistoria lo omaggia con la sua prima intervista girata dalla RAI, realizzata da Lello Bersani nel febbraio 1978 per la rubricaTg l'Una, in occasione dell'uscita italiana del film da lui scritto, prodotto e diretto Il più grande amatore del mondo.

Gene Wilder parla al cronista cinematografico della Rai della sua vocazione di attore e di comico, degli artisti che lo hanno ispirato e dà il suo parere su due colleghi italiani, Vittorio Gassman e Alberto Sordi, che, secondo Wilder "sanno benissimo di fare anche ruoli drammatici".

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