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1866. La terza guerra di indipendenza

È il 1866, l’Italia è diventata uno Stato, riunito sotto la corona di Vittorio Emanuele II. Non c’è ancora Roma, dove regna Papa Pio IX, difeso dai francesi. E non c’è Venezia, dove governano gli austriaci. Per unire tutta l’Italia bisogna cacciare gli austriaci dal Veneto, ma anche dal Trentino e dal Friuli. Il momento è arrivato. Il 15 giugno 1866 la Prussia dichiara guerra all’Austria. Cinque giorni dopo anche l’Italia entra in guerra contro Vienna. “Gran giorni son questi per l'Italia, gran guerra! Così si fanno le nazioni!” scrive lo scrittore Edmondo De Amicis. E invece non sarà un gran guerra. Una pagina della storia del nostro Paese riletta dal professor Francesco Perfetti con Michela Ponzani, a “Il Tempo e la Storia”. Attaccato da nord e da sud, l’impero austriaco dovrà cedere su tutti i fronti, ma non saranno le vittorie militari a riunire l’Italia. Nonostante la superiorità di uomini e mezzi, sui campi e sui mari il nostro esercito e la nostra marina subiranno umilianti sconfitte. Grazie all’intercessione di Napoleone III imperatore dei francesi, Venezia e il Veneto diventeranno italiani, ma il Trentino, conquistato da Garibaldi e dai suoi volontari, dovrà tornare all’Austria. È una strana storia quella della Terza guerra d’indipendenza, perché è la storia di una guerra perduta e al tempo stesso vinta. A 150 anni da quegli eventi il professor Francesco Perfetti ci spiega come e perché una sconfitta militare si è trasformata in vittoria politica.

LIBRO: “Italia 1866. Storia di una guerra perduta e vinta” di Heyriès Hubert 2004

LUOGO: Custoza

FILM: “Senso” di Luchino Visconti, 1948

 

1866. La terza guerra di indipendenza
con Francesco Perfetti
di Giancarlo Di Giovine

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