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Tina Anselmi. La grazia della normalità

In onda il 16 Agosto alle 21:30 su Rai Storia

Parlamentare, primo ministro donna della storia d’Italia, nel 1976, presidente coraggiosa della Commissione sulla loggia P2, colei che i cittadini e le cittadine avrebbero voluto Presidente della Repubblica e che non è stata nominata senatrice a vita, in un ritratto del programma Italiani in onda il 16 agosto alle ore 21.30.

“Io ripeto sempre, a cominciare dalle mie nipotine, che nessuna vittoria è irreversibile. Dopo aver vinto possiamo anche perdere. Negli anni Sessanta, e nei primi anni Settanta, noi donne impegnate in politica e nei movimenti femminili e femministi, noi parlamentari con responsabilità nei partiti e nel governo eravamo ancora pioniere. Questa parola fa pensare che in seguito saremmo diventate più numerose e avremmo contato di più. Purtroppo, certe speranze sembrano non aver dato i frutti che avevano in serbo”.

È su questo “purtroppo” che il documentario s’interroga, attraverso il materiale di repertorio delle teche Rai, le parole dell’onorevole Tina Anselmi tratte dai libri e attraverso la memoria di chi ha condiviso per alcuni anni l’avventura politica e/o umana di Tina Anselmi.

Il purtroppo, trova spiegazioni attraverso le parole di Tina in due fatti salienti della politica del nostro Paese, le cui conseguenze continuano fino a oggi.

Non sì è “vigilato”, non si è voluto approfondire, rispettare le conclusioni dei lavori della Commissione, che chiaramente parlavano di una politica sommersa alla base del progetto della loggia P2, che “… vive e prospera contro la politica ufficiale […]” e genera “una democrazia manipolata che è in realtà una non democrazia […] ogni tentativo di correggere surrettiziamente e per vie traverse il sistema democratico significa in realtà negarlo alla radice dei suoi valori”.

Non si è voluto indagare sui fatti di sangue, assassinii, che hanno segnato la storia del nostro paese dal 1976 al 1981, in concomitanza con l’elaborazione del piano di Rinascita Democratica di Gelli e il crescente potere della Loggia P2. Non si è voluto tenere presente, quale base d’indagine, la relazione conclusiva della Commissione che “… documenta la presenza di uomini affiliati alla Loggia in buona parte delle vicende più torbide che hanno attraversato il paese nel corso di più di un decennio”.

E non ci può essere democrazia compiuta, se non si da spazio a ogni cittadino e cittadina con pari dignità. “Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è per noi politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”.

Tra gli intervistati: la sorella Maria e l’amica cara Maria Luisa Gazzolo; Enzo Giaccotto, segretario politico durante l’impegno ministeriale dell’Anselmi, prima quale ministro del lavoro, 1976, e poi 1978 ministro della Sanità; Giovanni Di Ciommo, che fu segretario della Commissione Bicamerale sulla Loggia P2 di Licio Gelli, (ottobre1981, luglio 1984).

E ancora Dacia Maraini, una testimone degli anni Settanta e delle battaglie femministe e di quelle dei movimenti femminili. Amica di Tina, pur nella diversità dei campi politici: “In quegli anni eravamo ideologicamente differenti, ma non antropologicamente.

Erano anni, in cui – prosegue Tina – si era avversari, impegnati anche in aspre discussioni, contrasti, ma mai nemici”.

 

Tina Anselmi. La grazia della normalità 

Di Anna Vinci, regia di Claudia Mencarelli

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