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L’Italia della Repubblica - L’alba della Repubblica

Il 2 giugno 1946 venticinque milioni di italiani e italiane vanno al voto per l’Assemblea Costituente e per il referendum istituzionale che dovrà decidere fra Repubblica e Monarchia. Il 18 giugno la Corte di cassazione rende noti i risultati definitivi del referendum: Repubblica 12.717.923 voti (54,3%), Monarchia 10.719. 284 voti (45.7%). Viene ufficialmente proclamata la Repubblica. 

La prima puntata della serie 'L’Italia della Repubblica', introdotta da Paolo Mieli, ripercorre il lungo sentiero della repubblica dalla caduta del fascismo il 25 luglio 1943 al 2 giugno 1946. 

La guerra, il risorgere della politica e l’entusiasmo per la vittoria della repubblica rivivono nei ricordi del Presidente Emerito Giorgio Napolitano, intervistato nel “faccia a faccia” condotto da Michele Astori. 

Napolitano, in particolare, ricorda la Napoli bombardata: “All’inizio ci furono bombardamenti da parte dell’aviazione inglese, furono bombardamenti piuttosto leggeri, poi invece iniziarono (..) i bombardamenti americani molto pesanti, le fortezze volanti, e Napoli fu bersagliata in modo veramente tremendo. E io ero nel centro della città, la mia casa paterna era a breve distanza da Piazza del Plebiscito e lì furono, in quella strada, colpiti dei palazzi..” Nelle sue parole anche la corsa verso i rifugi antiaerei: “un’immagine che dà il senso della drammaticità era che per arrivare in profondità, per arrivare cioè al ricovero, si dovevano scendere attraverso una feritoia che era stata aperta sul marciapiede del Palazzo Serra di Cassano per 130 scalini (…) C’era un mio fratello più giovane, più piccolo, (…) che era pervaso da tremore, da paura (…) c’era un crescendo d’ansia” 

La puntata si avvale inoltre del contributo degli storici Davide Grippa e Angelo Ventrone, ma il racconto dà voce anche ai protagonisti dell’epoca, in interviste di repertorio tratte dalle teche Rai: Umberto II di Savoia, Ugo La Malfa, Vittorio Foa, Leo Valiani, Massimo Caprara, Ferruccio Parri, Indro Montanelli e Leone Cattani. 

 

Al centro della narrazione, ci sono gli eventi bellici (1943-1945), la guerra civile, la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale e i rapporti dei partiti antifascisti con il Re Vittorio Emanuele III e il Governo Badoglio.  È il periodo in cui Giorgio Napolitano si avvicina alla politica:

Io ho sempre tratto molto beneficio da alcune frequentazioni (…) per esempio quando io mi iscrissi nel settembre del ’42 all’università di Napoli, tra le prime persone con le quali strinsi amicizia ci fu Antonio Ghirelli, che poi sarebbe diventato un famoso giornalista".

 

Si chiude, infine, con i governi d’unità nazionale, la liberazione, la campagna referendaria, l’abdicazione del Re Vittorio Emanuele III e la vittoria della Repubblica.

Io – conclude Giorgio Napolitano - identifico l’alba della Repubblica con il risorgere della democrazia, e quindi ritengo che non possano raccontarsi l’alba della repubblica, il risorgere della democrazia solo in termini istituzionali e cioè in riferimento alla preparazione del nuovo assetto dello Stato italiano, questa preparazione importantissima si svolse in concomitanza con l’attività dei governi d’unità nazionale 1944-1946, c’è un materiale magnifico che è rimasto di quella fase che poi sfociò nella elaborazione e discussione nell’Assemblea Costituente della costituzione repubblicana, tutto questo è parte essenziale del racconto dell’alba della repubblica, però c’è una parte non meno importante che è data dal risorgere della democrazia nella società e quindi in primo luogo e soprattutto il ricostruirsi dei partiti”

 

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'L'Italia della Repubblica' è un lungo e appassionante viaggio nella storia del nostro paese per capire meglio chi siamo e da dove veniamo, per essere più consapevoli.

Un viaggio emozionante perché il sentiero della Repubblica attraversa le speranze e le delusioni, i sogni e gli incubi, le vittorie e le sconfitte di milioni di italiani.

Vive momenti bui, a volte non sa dove andare e sembra quasi perdersi, poi ritrova la strada e va avanti.

Questo sentiero è la nostra storia. Ed è un sentiero che, generazione dopo generazione, porta a noi. 

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