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TRAVELOGUE. Destinazione Italia - Il Marchese De Sade

Innegabile centro gravitazionale di ogni pellegrinaggio – vero e proprio o inteso come “viaggio” in senso generale – è sempre stato la città di Roma, anche  durante l’epoca del Grand Tour. Ma pochi sanno che ne fu attratto anche il controverso scrittore e filosofo libertino Donatien-Alphonse-François de Sade, il Marchese De Sade, il quale divenne scrittore proprio al rientro dal suo Grand Tour d’Italia. intrapreso per conoscere la cultura e le bellezze italiane ma anche per fuggire dall’imminente condanna a morte che pendeva sulla sua testa in patria, la Francia. Lo racconta “Travelogue: Destinazione Italia”, in onda su Rai Storia.

L’Italia all’epoca del Grand Tour viene vista attraverso gli occhi di De Sade che è anche testimone dell’avvento al soglio pontificio di Papa Pio VI, destinato a confrontarsi con uno dei momenti più complessi della storia: la Rivoluzione Francese. Lo scrittore britannico Tobias Jones, attraverso le pagine del Travelogue e delle opere letterarie dello scrittore francese, segue le sue tracce a Roma nell’anno giubilare 1775. Qui il Marchese fa i conti con la Chiesa, la religione cattolica e il Barocco, distanti dalla sua Weltanshauung illuminista, ma anche con le innumerevoli attrazioni della Città Eterna: dai “ruderi” romani (Terme di Diocleziano – Porta Asinaria) alle splendide Ville che all’epoca costellavano Roma, alla intatta e selvatica campagna che si estendeva oltre le Mura Aureliane (Parco della Caffarella).

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