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Tina Anselmi

Ci sono voluti più di 100 anni perché l’Italia avesse un ministro donna. La prima, nel 1976 al ministero del Lavoro, è stata Tina Anselmi.

Il professor Agostino Giovagnoli ripercorre la vita della Anselmi dalla nascita nel 1927 a Castelfranco Veneto, paese al quale è molto legata, al 1981 quando viene chiamata a presiedere la commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia massonica P2.

I passi salienti della sua vita: staffetta partigiana all’insaputa dei genitori, sindacalista, poi iscritta alla Democrazia Cristiana e impegnata nella vita politica. Una donna “forte” e schietta, spesso accostata a una figura femminile del Pci altrettanto energica, Nilde Jotti.

Diventare ministro, del Lavoro e poi della Sanità, è la svolta della sua vita e la lega, in particolare, alla grande riforma sanitaria del 1978, durante il governo Andreotti.

Infine, il lavoro nella commissione d’inchiesta sulla Loggia P2 che Tina Anselmi presiede con rigore, ma non senza polemiche. Un personaggio che il settimanale Cuore, nel 1991, arriva a proporre come Presidente della Repubblica. Fu solo un goliardata?

Tina Anselmi
con Agostino Giovagnoli
di Cosimo Calamini

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