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SETTEMBRE 1943. L`ESERCITO ALLO SBANDO

Dopo lo sbarco in Sicilia degli alleati e la caduta del fascismo il nuovo governo italiano tratta con gli alleati per uscire dalla guerra. I tedeschi capiscono quello che sta per accadere e danno il via all’Operazione Alarico, con cui mandano consistenti truppe nella penisola. Un confuso periodo storico che culmina nell’armistizio dell’8 settembre 1943 e che la professoressa Isabella Insolvibile analizza con Paolo Mieli in “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda su Rai3 e su Rai Storia.

Mentre le trattative per l’armistizio vanno avanti tra ambiguità e tentennamenti da parte italiana, i nostri vertici militari si preparano al mutare degli eventi. In un documento, la Memoria Op 44, si danno disposizioni su come reagire alla probabile rappresaglia tedesca dopo l’armistizio, e si indicano chiaramente i nostri ex alleati come il nuovo nemico.
Nonostante tutto però l’8 settembre coglie il governo impreparato. Gli ordini non vengono diramati, i vertici dello Stato e delle forze armate abbandonano la capitale e lasciano i comandi territoriali, in Italia e all’estero, privi di indicazioni. Molti decidono di combattere, ma vengono presto sopraffatti dai tedeschi, che in poco tempo catturano un milione di militari italiani, la maggior parte dei quali viene condotto in prigionia nei lager di Germania e Polonia.

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