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Nazismo e musica

E’ considerato uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento. E' celebre le sue esecuzioni di Beethoven, Brahms e Bruckner. Eppure per molti Wilhelm Furtwängler è stato uno dei tanti tedeschi che non ha saputo ribellarsi al nazismo. Secondo la professoressa Carla Moreni, docente di letteratura poetica e drammatica al Conservatorio di Trento, “molti episodi dimostrano la contiguità di Furtwängler con il regime, tra i più famosi la stretta di mano a Hitler dopo un concerto e la nomina a secondo responsabile della musica del Reich;  ma ve ne sono altrettanti che invece confermano la profonda estraneità alle ingerenze della politica nella musica e la strenua difesa della sua indipendenza da qualsiasi ideologia”. 
La storia inizia il 10 aprile 1933, quando Wilhelm Furtwängler scrive una lettera al Ministro della propaganda Goebbels per protestare contro l’esclusione dei musicisti ebrei dalle orchestre dei teatri pubblici. Il 5 settembre 1938, in concomitanza con il Congresso del partito nazista a Norimberga, uno degli eventi più importanti della propaganda di Hitler, Furtwängler dirige "I maestri cantori" di Richard Wagner. Il 7 febbraio 1945, processato dagli americani al pari dei criminali nazisti, Furtwängler decide per l’esilio in Svizzera. Due anni dopo, scagionato da tutte le accuse, rientra in Germania, tornando ad essere un punto di riferimento imprescindibile nel dopoguerra e un Maestro per altri direttori d’orchestra.  
 
Il tempo e la storia: Nazismo e musica
di Giancarlo Mancini
con Carla Moreni

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