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Mare nostrum. Livorno.

“A tutti voi, mercanti di qualsivoglia nazione, concediamo reale, libero e amplissimo salvacondotto e libera facoltà e licenza nella città di Pisa e terra di Livorno”. Con queste parole si aprono i “Privilegi delle Livornine”, le leggi liberali e tolleranti del 1593 con cui il Granduca di Firenze trasforma in breve tempo il piccolo Porto di Livorno in uno dei centri commerciali più floridi e popolosi di tutto il Mediterraneo.  Ad attirare mercanti e stranieri da ogni luogo del mondo Sono la comodità dei suoi canali artificiali, le franchigie doganali concesse dal sovrano e soprattutto la libertà di religione di cui godevano le minoranze. “Mare Nostrum”, il doc di Tommaso Franchini, con la regia di Matteo Bardelli - in onda lunedì 24 aprile alle 21.10 su Rai Storia - sbarca nella piccola cittadina toscana dove tra le chiese rinascimentali e lungo canali d’attracco si nascondono ancora le tracce del glorioso passato cosmopolita e il ricordo del ricco emporio affacciato sul Tirreno.
In primo piano l’origine e l’evoluzione della città labronica e dei suoi commerci d’oltremare, i luoghi di culto delle religioni perseguitate e i quartieri sospesi sull’acqua dove alloggiavano i più ricchi mercanti stranieri. Si ripercorrono, inoltre, ascesa e declino della “Città delle Nazioni”, il suo recente passato industriale e il nuovo porto commerciale, e infine entreremo anche dentro la prestigiosa scuola della Marina Militare, l’Accademia Navale che a distanza di secoli  è il luogo che riesce a conservare meglio lo spirito più antico della città, fatto di arte della navigazione e ospitalità internazionale.

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