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La strage di Portella della Ginestra nel vissuto dei protagonisti

La strage di Portella della Ginestra rappresenta uno snodo importante nella storia della Sicilia e dell’Italia del Dopoguerra. È, infatti, la prima manifestazione della strategia della tensione della Repubblica.

Il documentario si propone di far riemergere le tante memorie che hanno conservato palesemente o silenziosamente il ricordo della strage all’interno della stessa comunità, vera protagonista dell’evento, in modo da restituirle al presente. In quest’ottica ottica la storiografia esistente, le fonti scritte, bibliografiche e documentarie, servono a ricostruire un contesto su cui verificare ciò che più interessa, il lavoro della memoria.

La storia orale rappresenta un elemento importante e innovativo per la storiografia sull’Italia contemporanea, ricca di potenzialità per l’ampliamento dei confini disciplinari e degli orizzonti tematici.

Le fonti orali, a differenza delle fonti istituzionali e ufficiali concentrate quasi sempre sugli eventi in senso stretto o sui punti di vista appunto delle istituzioni, permettono di cogliere i significati e le rilevanze degli eventi per alcuni soggetti molto più profondamente radicati nella dimensione sociale.

In un periodo in cui si discute molto, e talvolta impropriamente, di “uso pubblico della storia”, questo documentario su un “luogo della memoria,” come Portella della Ginestra permette di mostrare con maggior forza la capacità della storia di farsi discorso pubblico scientifico, intervenendo a salvaguardare e valorizzare le diverse storie di vita legate a quel terribile evento.

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