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La disfida di Barletta. Gli ultimi cavalieri

Il Regno di Napoli è conteso tra la Francia di Luigi XII e la Spagna di Ferdinando II. Nell’accordo di Granada del novembre 1500 i due sovrani non definiscono con inequivocabile precisione la spartizione del territorio. Ne nasce una lunga controversia, che vede protagonisti l’esercito francese e quello spagnolo. Personalità di spicco del primo sono il duca di Nemours e l’ufficiale Charles de Torgues, diffusamente noto come Guy de La Motte. Gli Spagnoli sono invece sotto la guida del capitano Consalvo da Cordoba, che concentra le sue truppe a Barletta, importante porto dell’Adriatico. Gli Spagnoli sono in numero inferiore rispetto ai Francesi, e sono bloccati in una posizione di difesa di Barletta, che viene assediata dai francesi. Comincia da qui il viaggio di Cristoforo Gorno nella disfida di Barletta a “Cronache dal Rinascimento”, in onda su Rai Storia.

I rapporti fra spagnoli e italiani sono molto tesi, a causa delle privazioni dell’assedio. Per appianare i rapporti con gli italiani e per mostrare ai francesi un’immagine di forza, Consalvo da Cordoba organizza un banchetto. Vi sono invitati anche alcuni prigionieri francesi, fra cui lo stesso Guy de La Motte, catturato il 15 gennaio 1503 in seguito a una scaramuccia con i soldati spagnoli. Durante il banchetto i francesi ricevono una provocazione su volere strategico del capitano spagnolo. Sono infatti posti sullo stesso piano degli Italiani quanto a valore in armi. Guy de La Motte, offeso nell’orgoglio, si dichiara pronto a una sfida per stabilire la supremazia francese. Prepara quindi i suoi migliori cavalieri, mentre Prospero e Fabrizio Colonna scelgono il capuano Ettore Fieramosca e altri uomini di varia provenienza italiana.

Tredici cavalieri italiani, guidati da Ettore Fieramosca, combattono contro altrettanti cavalieri francesi di Guy de La Motte in un campo situato fra Andria e Corato. Ai vincitori sono destinate 1300 corone, le armi e i cavalli. I Francesi vengono sconfitti e fatti prigionieri per non aver portato con sé il pegno pattuito. La libertà sarà loro restituita dietro pagamento del riscatto. Gli Italiani rientrano a Barletta, dove vengono accolti dalla città in festa.

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