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La corsa allo spazio

In piena Guerra fredda, tra Unione Sovietica e Stati Uniti d’America un capitolo fondamenta si gioca nella “corsa allo spazio”.
I sovietici dominano la scena per un quinquennio, ma saranno gli americani a vincere la sfida.

La storia ha inizio il 4 ottobre del 1957, quando Mosca annuncia il lancio del primo satellite artificiale di sempre: lo Sputnik. L'impresa coglie del tutto impreparati gli americani. Quasi quattro anni dopo sono ancora i russi a prevalere, riuscendo a mandare un uomo nello spazio, Yuri Gagarin. Il suo volo di quel 12 aprile del 1961 è l’apice del successo spaziale sovietico.

“I russi”, commenta lo storico Mauro Canali, “si avvalsero del patrimonio di conoscenza degli scienziati tedeschi, così come anche gli americani, ma loro riuscirono a concentrare risorse ed energia in un’unica struttura di ricerca. Gli americani furono più dispersivi, la NASA nacque solo nel '58”.

Dopo la missione di Gagarin, gli Stati Uniti reagirono con determinazione. Sotto la guida dello scienziato Wernher von Braun (strappato dopo la guerra a quei tedeschi per i quali aveva progettato i razzi bomba V1 e V2) la bandiera a “stelle e strisce” fu piantata sul suolo lunare: era il 20 luglio 1969.

Ripercorriamo le immagini, i retroscena, il ruolo dei leader politici e le ripercussioni avute da questa affascinante "corsa allo spazio" su altri Paesi, Italia compresa.

Il tempo e la storia: La corsa allo spazio,

di Massimo Gamba con Mauro Canali.

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