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IPPOLITO NIEVO. IL ROMANZO E GARIBALDI

Ippolito Nievo ebbe una vita breve e appassionata. La notizia della sua scomparsa in mare, appena ventenne, si diffuse il 17 marzo 1861, giorno della proclamazione del Regno d’Italia. Patriota, scrittore, giornalista e musicista, riuscì a  imporsi giovanissimo come uno dei più importanti scrittorie italiani. Il romanzo “Confessione di un Italiano” fa da ponte tra le tendenze del romanticismo e quelle del verismo. A “Passato e Presente”, il programma d Rai Cultura in onda su Rai3 e su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con il professor Lucio Villari.

Sul piano politico, Nievo è un mazziniano convinto, consapevole delle necessità dell’appoggio popolare al fine di avere una “rivoluzione nazionale, sicura e durevole”. Ma Nievo è anche un soldato, che partecipa con i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi alla II guerra di Indipendenza e all’Impresa dei Mille.

Nominato vice Intendente di Finanza, denuncia le ruberie compiute durante l’impresa garibaldina e trova la morte in mare proprio mentre si reca a Torino con i libri contabili della spedizione. Garibaldi lamenterà la sua perdita come uno dei suoi compagni “più prodi”.

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