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IMI. VOCI DALLA PRIGIONIA

La complessa vicenda degli internati militari italiani, gli Imi, quei soldati che, catturati dopo l’8 settembre del 1943 dai tedeschi, si rifiutano di continuare a combattere a fianco dei nazifascisti e per questo vengono deportati. A “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda  su Rai3 e su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con la professoressa Chiara Colombini.
Agli Internati on viene riconosciuto lo status di prigionieri di guerra e di conseguenza nemmeno la Croce Rossa può offrire loro alcun aiuto. Vengono invece impiegati nell’industria bellica tedesca, sottoposti a maltrattamenti, ridotti alla fame, nonché pressati continuamente ad aderire alla Repubblica Sociale Italiana.
Una volta finita la guerra e tornati a casa, gli ex internati militari italiani passano velocemente, dall’entusiasmo di essere sopravvissuti, alla frustrazione della vergogna e dell’oblio.
A distanza di tempo però, riaffiorano ricordi, foto, testimonianze e diari degli Imi, come quello di Vittorio Vialli, che fu compagno di prigionia di Giovannino Guareschi. Agli inizi degli anni ’80 Vialli pubblica il suo diario fotografico, composto di quasi quattrocento istantanee scattate di nascosto nei campi di internamento con una piccola macchina fotografica.
Si deve attendere fino al 1997 perché sia conferita la Medaglia d’oro al valor militare all’Internato Ignoto. Con questo riconoscimento gli Imi entrano di diritto nelle pagine della Resistenza, essendosi sottratti alla barbarie di una guerra fratricida che opponeva gli italiani, schierati su fronti opposti.

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