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Il sacco di Roma. La tempesta si scatena.

Il 6 maggio 1527 i soldati dell’imperatore Carlo V si svegliano: a Roma è ancora buio, piove e c’è una fitta nebbia. E’ lo scenario da cui prende le mosse il nuovo appuntamento con “Cronache di Rinascimento”, il programma di Rai Cultura con Cristoforo Gorno, in onda lunedì 23 aprile alle 21.10 su Rai Storia.

I lanzichenecchi scendono dal Gianicolo e si dirigono verso Porta Santo Spirito, dove incontrano la resistenza della milizia romana messa insieme all’ultimo momento dal papa. I soldati spagnoli e italiani intanto arrivano indisturbati a Porta Cavalleggeri: i cannoni di Castel Sant’Angelo non sparano a causa della nebbia. Il comandante degli imperiali, Carlo di Borbone, tenta un assalto al Torrione con una scala ma dalle mura vaticane qualcuno spara nella nebbia uccidendolo. Tra i difensori c’è anche Benvenuto Cellini, celebre orafo e scultore. Gli imperiali sfondano le mura, dilagano a Borgo e raggiungono piazza San Pietro, dove prima fanno strage delle guardie svizzere pontificie e poi dei fuggiaschi che cercavano riparo nella basilica ancora in costruzione. Quando i lanzichenecchi sono ormai a pochi passi dalle sue stanze, Clemente VII si decide a fuggire attraverso il Passetto, un passaggio sopraelevato e fortificato che collega il Vaticano con Castel Sant’Angelo. La nebbia si dirada e i cannoni del papa iniziano a sparare. Mentre i soldati italiani rimangono a presidiare la fortezza, spagnoli e lanzichenecchi passano il Tevere e danno inizio al sacco di Roma. Durerà otto giorni. L’esercito lascia Roma solo nel febbraio del 1528 lasciando dietro di sé morti, devastazioni, stupri, furti e sacrilegi.

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