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Famiglia famiglie. Unioni e matrimoni

Le modalità attraverso le quali la coppia forma il nucleo familiare: i matrimoni e le unioni civili. “Famiglia Famiglie”, la nuova serie di Rai Cultura in onda su Rai Storia parte dal rito e da alcuni elementi tradizionali del matrimonio: il fidanzamento, il banchetto, le fotografie, il corredo e la dote. Momenti che rivivono attraverso diari, regole di galateo e rari materiali delle Teche Rai.

Si prosegue con le tappe fondamentali della legislazione del matrimonio nell’Italia unita: nel 1865, l’istituzione del rito civile, con il Codice Pisanelli; il matrimonio concordatario, che assume in sé il rito civile e religioso, approvato dopo i Patti Lateranensi del 1929, e rimasto tale nella Costituzione del 1948; la parità coniugale, con il diritto di famiglia del 1975; e infine, la legge 76 del 2016,  che sancisce le unioni tra persone dello stesso sesso.

Tappe che sociologi, demografi, giuristi, esperti di diritto canonico, storici e psicologi, intervistati a riguardo, spiegano nell’ottica dei mutamenti sociali del novecento italiano.

La scelta delle coppie non è soltanto tra “matrimonio” e “unione civile”: si parla anche del fenomeno delle coppie conviventi, che  secondo l’Istat nel 2015 erano l’8% del totale delle coppie in Italia.

Nella puntata si racconta anche delle donne di servizio nel dopoguerra, costrette ad abbandonare il lavoro per potersi sposare. La dura quotidianità delle domestiche di quegli anni viene documentata anche da una memoria conservata presso l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

E si parla anche degli effetti del Sessantotto sui costumi matrimoniali. In un’Italia in cui il matrimonio concordatario era scelto ancora dal 98% delle coppie, la richiesta dalle donne e dai giovani di istanze libertarie portarono a nuovi apparati legislativi: l’introduzione del divorzio; l’abolizione (1981) del delitto d’onore e del matrimonio riparatore, scaturito dal celebre caso di Franca Viola, che rifiuta di sposare il suo rapitore nella Sicilia del 1965; e la discussa legge 194 del 1978, che legalizza l’interruzione di gravidanza, ponendo fine al dramma dell'aborto clandestino, come racconta il diario di una sedicenne femminista del 1976, proveniente dall'Archivio di Pieve Santo Stefano.

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