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Chiesa e guerra fredda

La partita passa alla storia come l’incontro del secolo.
A fronteggiarsi  dinnanzi  la scacchiera, il campione del mondo in carica il sovietico Boris Spasskij  e il giovane americano Bobby Fischer.
L’incontro si svolge in Islanda, è l’11 luglio 1972 e quella partita rappresenta l’emblema più efficace e autentico  del conflitto silenzioso tra le due super potenze: siamo in piena  guerra fredda.
La tensione tra i blocchi contrapposti – quello che fa capo agli Stati Uniti e quello sovietico – comincia con la Conferenza di Yalta nel 1945, non sfocia mai in un conflitto militare diretto ma per decenni  tiene il mondo sotto il giogo della minaccia di una guerra nucleare. Solo la caduta del muro di Berlino nel 1989 ne decreterà ufficialmente la fine. 
Quello tra est  e ovest è un conflitto a tutto campo, che riguarda anche la religione. Lo  scontro tra i governi comunisti dell’Europa dell’Est che promuovono l’ateismo di Stato e le diverse fedi sarà durissimo mentre l’ostilità del blocco sovietico contro la chiesa cattolica toccherà il suo vertice in Ungheria e Cecoslovacchia.
Il  Professor Alberto  Melloni ripercorre i rapporti, le politiche, le chiusure e i tentativi di dialogo, la ostpolitik dei pontefici che si sono succeduti durante il lungo periodo della Guerra fredda tra America e Unione Sovietica.

Il tempo e la storia. Chiesa e guerra fredda

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